Club per l'UNESCO di Cleto
CLUB UNESCO CLETO

dal mito alla storia per costruire il futuro

di Armando Orlando

Il territorio sul quale abbiamo concentrato la nostra attenzione si colloca al centro della Calabria e comprende centri abitati collinari e costieri che si affacciano sul mar Tirreno e che si trovano a cavallo del confine che delimita le province di Catanzaro e Cosenza.

Essi sono: Falerna, Nocera Terinese, S. Mango d’Aquino, Cleto, Aiello, Serra d’Aiello, Amantea…

La denominazione data al Club richiama la fondazione mitologica di uno dei paesi più antichi del territorio, Cleto (Cs), e ci riporta al mito delle Amazzoni, le sacerdotesse guerriere della dea Atena.

La leggenda narra di Pentesilea, figlia di Otrera e di Ares, regina delle Amazzoni, la quale, durante una battuta di caccia, uccide per errore con una freccia la sorella Ippolita, e per sfuggire alle Erinni trova scampo a Troia. Purificata da Priamo, Pentesilea si distingue in battaglia sopprimendo molti Greci e respinge più volte Achille dalle mura della città assediata; ma alla fine l’eroe greco la uccide con una lancia. È allora che Achille s’innamora del corpo della regina ormai senza vita, e chiede ai Greci di dare ad esso degna sepoltura. Ma Tersite, il più brutto della spedizione greca, sfigura Pentesilea e Diomede getta il corpo nello Scamandro. Nel frattempo l’amazzone Cleta, nutrice di Pentesilea, saputo che la sua regina era fuggita a Troia dopo la morte di Ippolita, si mette in mare per raggiungerla, ma durante la navigazione è spinta da venti contrari sulle coste della Calabria, dove fonda una città a cui impone il suo nome e sulla quale inizia a dominare.

Cleta (così è chiamata la città nelle fonti classiche) diventa ricca e importante ed è coinvolta nella lotta tra Ioni e Achei che per lungo tempo caratterizza la vita della Magna Grecia; sconfitta dall’esercito di Crotone nel 534 a. C., è abbandonata dagli abitanti superstiti, i quali scendono sulla costa e concorrono alla fondazione di Clampetia, la futura colonia romana che cederà poi il posto alla Nepetia bizantina e alla moderna Amantea.

L’intero territorio, nel suo complesso, rappresenta un unicum dal punto di vista storico e archeologico, con al centro due importanti città greche e romane – Temesa e Terina – interessate da racconti mitologici (Polite compagno di Ulisse, Eutimo pugile locrese più volte campione olimpionico, la sirena Ligea) e da riferimenti letterari che vanno da Omero a Licofrone.

Numerose campagne di scavo hanno attestato la presenza di insediamenti umani tra i più antichi della Calabria, con l’esercizio di attività economiche favorite dallo sfruttamento delle acque dei fiumi Oliva, Turbolo, Savuto e Grande, di attività commerciali lungo le rotte che collegano le Eolie con la foce del Savuto, e con la diffusione di una classe artigianale fortemente acculturata che fabbricava vasi di tipo greco a pareti sottili e con argilla ben depurata.

Fra le più importanti testimonianze che le località interessate hanno restituito nel corso degli anni possiamo citare le tombe a grotticella artificiale per sepolture plurime (famosa quella di Pantano di Cleto, con influenze micenee), il santuario di Imbelli verso il Cozzo del Piano Grande di Serra d’Aiello che ci riporta alla fase achea di Temesa, una necropoli achea con vasi provenienti dall’Attica a Campora S. Giovanni (frazione di Amantea), una villa romana a Pian delle Vigne a Falerna e ultima, ma solo in ordine cronologico di ritrovamento, la “necropoli di età greca in località Portavecchia di Nocera Terinese”. Per non parlare di Temesa e Terina, città prima indigene, poi greche e poi romane, nei confronti delle quali esiste una secolare tradizione di scavi coi risultati ampiamente riportati dalla letteratura antica e moderna.

L’unicità del territorio si conferma anche in età medievale, quando i monaci basiliani, giunti al seguito dell’esercito bizantino, fanno rivivere la lingua e la cultura greca, costruiscono monasteri nei pressi dei centri abitati, valorizzano i terreni da coltivare e risvegliano le attività agricole (olio e grano sono esportati a Costantinopoli). La presenza di unità abitative rupestri, di grotte, cisterne, silos e tracce di percorsi viari testimoniano l’efficace gestione agricola del territorio, tanto da far dire agli studiosi che il territorio attorno a Cleto rappresentava, allora, un immenso granaio (Convegno di Studi di Campora San Giovanni del 2007), mentre Amantea diventava sede di diocesi e difendeva le sue prerogative dagli assalti dei guerrieri saraceni.

E si conferma anche con gli Aragonesi, quando Francesco Siscar, nobile di Valencia venuto in Italia al seguito di Alfonso d’Aragona, riesce a creare attorno ad Aiello un grande Stato feudale, che riunisce le terre di Pietramala, Serra, Motta di Savutello, Casal di Lago e Laghitello, e che confina con Amantea, frequentata da mercanti pisani e sede di dogana e fondaco dove si riscuotono i diritti sul movimento delle merci.

I Cybo dei duchi di Massa ad Aiello, i Giannuzzi-Savelli a Cleto (chiamata allora Pietramala) e i d’Aquino con il loro stato tra l’Amato e il Savuto (che comprendeva Castiglione, Falerna, Savuto oggi frazione di Cleto e quindi San Mango) mantennero più o meno inalterate le caratteristiche urbanistiche, economiche e sociali del territorio, con la sola eccezione di Nocera Terinese, città demaniale al tempo dei Normanni, ceduta da Federico II all’Abbazia benedettina di S. Eufemia e diventata feudo religioso posto prima sotto il baliaggio di Sant’Eufemia e poi sotto i Cavalieri di Malta.

Le vicende storiche dei comuni che costituiscono l’ambito territoriale del “Club Unesco Cleta” hanno lasciato non solo testimonianze storiche e letterarie, ma anche urbanistiche e architettoniche come di seguito riepilogate.

Valori storico-ambientali

Pendici e boschi di faggio e pino nell’area del Monte Mancuso e Monte Castelluzzo, nella zona litoranea tirrenica catanzarese. Piantagioni di ulivo e vite nei centri collinari.

Beni architettonici

Strutture megalitiche e strutture arcaiche in località Schipani e Torre Lupo a Falerna. Vestigia di insediamenti preistorici e ritrovamenti di utensili e tombe su tutto il territorio. Tracce storiche relative ad un’antica opera viaria riconducibile probabilmente al tracciato della Via Popilia. Ruderi e resti di fortificazioni medievali a Castiglione di Falerna. Ruderi e resti del castello angioino a Savuto e resti del castello medievale ristrutturato a Cleto. Palazzi signorili, chiese ed edifici sacri disseminati nei centri urbani lungo tutto il territorio. Torri di guardia di epoca vicereale spagnola lungo le coste del Tirreno.