Club per l'UNESCO di Cleto
CLUB UNESCO CLETO- LINEE GUIDA

Dal mito alla storia per costruire il futuro”

Linee guida per la programmazione:

storia, cultura, territorio e conoscenza.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, le Scienze e la Cultura (UNESCO), nella Costituzione sottoscritta a Londra il 16 novembre 1945, ha posto tra i suoi scopi quello di imprimere «vigoroso impulso all’educazione popolare e alla diffusione della cultura» (art. 2, lett. B). Ciò al fine di «preparare la gioventù del mondo intero alle responsabilità dell’uomo libero». Linee lungo le quali si muove l’azione dei Club UNESCO, ispirata a valori di pace sociale, di cooperazione comunitaria ed internazionale attraverso gli strumenti culturali.

Fondamentale, in tal senso, risulta la conoscenza storica, che rappresenta la matrice culturale dei territori e dei popoli. A caratterizzare la storia è, infatti, l’elemento umano. Dopo tutto, afferma Bloch, «l’oggetto della storia è, per natura, l’uomo. O, più esattamente, gli uomini. Meglio del singolare, modo grammaticale dell’astrazione, ad una scienza conviene il plurale, che è modo della diversità». Ogni comunità ha, infatti, bisogno di un’identità in cui ritrovare le radici ed in cui riconoscersi. Lo spirito di appartenenza nasce dalla partecipazione alla vita sociale, politica ma, soprattutto, ai processi di conoscenza: dall’istruzione e dalla crescita culturale discende lo sviluppo delle coscienze e dei territori. Ragion per cui, l’identità, la consapevolezza del e del noi sono propedeutiche alla coscienza ed al rispetto delle diversità, che caratterizzano la comunità umana.

È in tali processi che il Club intende inserirsi, promuovendo azioni positive di sensibilizzazione, proposta, valorizzazione e di conoscenza. Il rapporto di collaborazione con le istituzioni culturali, formative e pedagogiche, in primis le scuole, risulta, quindi, di primaria importanza.

La storia delle comunità, oltre a determinare il presente, caratterizza quello che è il patrimonio culturale, ossia «quei monumenti, manufatti, gruppi di edifici o siti di valore storico, estetico, archeologico, scientifico, etnologico o antropologico» che l’UNESCO tutela e promuove ai sensi della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottata nel 1972.

La storia, inoltre, è strettamente connessa e radicata alla geografia dei luoghi, alla loro configurazione naturale, all’ambiente. Per tali ragioni, il Club ha scelto, tra le linee programmatiche, la valorizzazione del patrimonio naturale, che indica «rilevanti caratteristiche fisiche,

biologiche e geologiche, nonché l'habitat di specie animali e vegetali in pericolo e aree di particolare valore scientifico ed estetico».

L’area geografica, ricadente ratione loci nelle competenze e nell’interesse del Club UNESCO “Cleta” è talmente ricca sotto il profilo culturale e naturale da potersi definire “scrigno a cielo aperto”. Tutto ciò richiede al Club uno sforzo di attivismo e di proposta. Proposte ed azioni che possono essere perseguite, in modo concreto, attraverso l’istituzione di tavole rotonde, convegni, seminari di valore scientifico, pubblicazioni ed iniziative editoriali. Utile allo scopo risulterà la collaborazione con le Università e centri di ricerca, insistenti sul territorio calabrese. Ciò allo scopo di mettere in rete competenze, conoscenze, best practices e di favorire la ricerca, valorizzando le risorse naturali ed umane dei luoghi. Luoghi che saranno valorizzati e resi conoscibili anche attraverso escursioni fotografiche, visite guidate che favoriscano i processi pedagogici, educando alla conoscenza, alla curiosità, alla bellezza.

Armido Cario