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La Rosa d'Ajello

romanzo di Sergio Ruggiero

Fabio Gencarelli,  investigatore, 41 anni, Rose CS

Salve dott. Ruggiero,

mi chiamo Fabio,    Lei non mi conosce ma ho avuto il piacere di comperare il suo libro e di esserne rimasto più che soddisfatto, dopo averlo letto ed apprezzato, lo riacquisterei anche ad un prezzo più alto del suo reale costo. L’apprezzamento non è dovuto tanto al racconto, anche se molto appetibile come genere, ma alla sua maggiore qualità: il  suo invisibile contenuto.
Per un momento mi avete fatto sentire come l’abate, Luigi di Joinville quando incontra il meccanico Raniero, in trance nell’ascoltare la Sapienza.
Lo stesso personaggio che rappresenta la negatività temporale e sublime quando consapevolmente pronuncia tali parole: “Il mio indomabile bisogno di conoscenza si è trasformato in superbia della mente. V’è una misura oltre la quale l’ardore d’intelletto scade nel peccato, perché diventa vanagloria, cupidigia, avidità ed io quella misura non l’ho veduta”. Stupenda e umile manifestazione di una verità che non tutti avrebbero rilevato a se stessi.
Non vorrei apparire un presuntuoso se utilizzo parole di altri per esprimere un pensiero che condivido, ma sono talmente belle che non si possono non dire:
 “la mia sete di conoscenza è talmente sconfinata che vorrei già essere in grado di sapere, quello che ancora non so di non sapere”      … e ancora:
 “non chiamiamo l'incoscienza coraggio, e non confondiamo il rispetto con la paura, poiché così facendo faremmo di un'incosciente un valoroso, di un saggio un vile e di uno spietato tiranno una rispettabile persona”.
Aggiungo anche qualcosa di mio, penso che:
 “nella vita tutti sbagliamo, anche quando si acquisisce la consapevolezza che stiamo sbagliando … a volte continuiamo a farlo ugualmente”.
Come avrei voluto ascoltare anche io come il giovane Folco il sapiente Alpetragio con ingenua e umile volontà di “apprendere” .
 Concludo con altre parole “rubate”…

Imparare significa scoprire quello che già sai.

Fare significa dimostrare che lo sai.

Insegnare è ricordare agli altri che sanno quanto te.

Grazie per la gioia regalata al mio cuore, per le belle parole che avete comunicato attraverso i vari personaggi del vostro libro …

Fabio Gencarelli

 

 

PREMIO NAZIONALE LETTERARIO DI CALABRIA E BASILICATA
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