Un
pò di STORIA LOCALE

Dalla tesi di laurea di Sergio Ruggiero:
BREVI
CENNI SULLA STORIA E
SULL'EVOLUZIONE DELL 'INSEDIAMENTO DI CLETO
Nell'ambito
delle campagne di ricognizioni succedutesi tra il
1983 ed il 1985, realizzate dagli Istituti di
Archeologia e Storia Antica dell'Università di
Perugia, sono stati rinvenuti anche nel
territorio di Cleto, alcuni siti di interesse pre-protostorico.
In particolare la tomba a grotticelle con resti
umani scoperta nella zona Pantani (a valle dell'abitato
di Cleto), nonché il ritrovamento nell'area di
materiale ceramico, manufatti litici e utensili
di ossidiana, lascia supporre che a Cleto, come
nella vicina Serra d'Aiello (Cozzo Piano Grande)
esistesse un insediamento afferente un sistema
preistorico autoctono compreso fra i torrenti
Licetto e Savuto i cui ritrovamenti sono
attribuibili all'età del bronzo, in particolare,
l'attuale Colle S.Angelo sul quale sorse !'abitato,
era probabilmente sede di un insediamento
rupestre preistorico, del quale la tomba di
pantani (X-IX sec. a. C.) era propagine funeraria.
Quindi la storia di Cleto ha radici nella notte
dei tempi da quando cioè alcune famiglie dedite
alla caccia ed alla raccolta si strutturarono in
gruppo sociale organizzato, un villaggio
impiantato sulle pendici di un colle tufaceo, al
riparo delle insidie proprie dell'ambiente
vallivo e boschivo. Le popolazione enotre (autoctone)
erano solite costruire i loro insediamenti sulle
alture sia per motivi ambientali che difensivi.
Alcuni rinvenimenti ascrivibili a masserie
agricole primitive avvenute nelle campagne
cletesi, indicano che questa attività era
praticata in epoca preromana. Ma la storia
documentata purtroppo ha inizio solo dopo l'anno
mille, in epoca medioevale. Nell'intento di
rompere l'isolamento del popolo calabrese,
peraltro già costretto a rifugiarsi in località
inaccessibili per sfuggire alle razzie dei
saraceni, nonché allo scopo di riunire, di
ordinare e vivificare la vita sociale ed
economica, i Normanni, che conquistarono l'Italia
Meridionale nel 1059 rimanendovi fino al 1153 (anno
in cui sopragiunse il primato della dinastia
Sveva), istituirono centri dì importanza
strategica ai quali assoggettare vasti territori
a questo periodo e riferibile la istituzione
dello stato di Ajello (Centro viciniore), del
quale Petramala (antico nome di Cleto) era casale.
nonché la costruzione sull'apogeo di una prima
opera di fortificazione a scopo difensivo. Da
allora le vicende di Cleto sono strettamente
legate alla storia di Ajello, storia documentata
seppure in modo frammentario. Con l'egemonia
della dinastia Sveva, ed in primo luogo con la
figura carismatica dell'imperatore Federico Il (1194-1250)
ci si incammina finalmente verso il concetto
moderno di Stato laico in cui i Comuni, come
Ajello assumono rilevanza ed un certo livello di
autonomia. A Petramala ormai importantissimo
presidio dello stato di Ajello, in questo periodo
fu costruito il castello costituendosi come
ampliamento del precedente impianto Normanno, su
base quadrilatera, ad opera del barone Iacobus De
Petramala. Probabilmente il nome di Petramala
deriva da questa circostanza: in precedenza la
zona, in occasione della politica normanna in
favore delle istituzioni religiose fu territorio
di donazione con il nome di S. Angelo. Sul fronte
meridionale del colle su cui sorge Cleto, fronte
che si costituisce di una rupe scoscesa, vi sono
numerose grotte naturali, alcune delle quali
recanti evidenti segni di manomissione: ci si
trova probabilmente in presenza di un sito
protomonastico; un romitorio basiliano. Dall'XI
sec. infatti, romitaggi di provenienza bizantina
si diffusero in tutta Italia meridionale. Si ha
ragione di supporre che la denominazione di S.
Angelo, tragga origine da questa circostanza.
Successivamente, sempre nella stessa zona e fino
al decennio francese (inizio XIX sec.), epoca in
cui fu soppresso. esisteva un cenobio francescano,
tant'è che ancor oggi l'area è chiamata
convento.
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